Archives for category: ICT

In the EU 6th Framework Programme several Gender mainstreaming measures were included.

The guides for proposers of the largest-scale projects required them to draw up a Gender Action Plan (GAP) stating how they intended to take gender issues into account in their research.

But this requirement disappeared in the 7th FP.

The 8th Framework Programme, Horizon 2020, has again included a number of measures and calls related to gender and to the inclusion of gendered approaches in research projects.

The Commission is currently starting its considerations and planning for FP9. It is, therefore, necessary for the Member States to start making up their minds, in order to provide timely input into the planning process.

However, several documents available online do not include the terms “gender” and “women”, urging all individuals and organisations interested in gender issues to take action.

For more information: “From H2020 to the 9th Framework Programme: looking for gender”: SAGE_BS_BENCIVENGA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

For more information

For more information: From H2020 to the 9th Framework Programme: looking for gender.

The ‘digital curious’: first steps towards a new typology for mapping adults’ relationships with others when using ICT

Rita Bencivenga
Laboratoire d’études de genre et de sexualité, France (rita.bencivenga@univ-lyon2.fr)

Abstract
The study described in this article used grounded theory methodology to investigate adults’ accounts of their relationships with others when using information and communication technologies (ICT). Ten women and ten men were interviewed. All were Italians born between 1952-1961. It was found that the participants shared a common eagerness to learn and use ICT, which led us to coin the term ‘digital curious’. They recognised the growing importance of using ICT and realised that they were competent enough to support others in ICT learning or use. Their awareness of their competence and role was linked to their approach to interactions with older and younger people, not all of them easy. The study findings illustrate how the participants’ relationships with older and younger people when using ICT are seen as relevant and offer meaningful experiences. The theoretical and practical implications of the results are also discussed.
Keywords: adults; digital natives; analog natives; ICT; usage

European Journal for Research on the Education and Learning of Adults, Pre-published, 2017, pp. 1-22
ISSN 2000-7426
© 2017 The author
DOI 10.3384/rela.2000-7426.rela9117
http://www.rela.ep.liu.se

Genere e tecnologia: rinnovate alleanze per promuovere l’inclusione sociale

Introduzione

Il campo di studi interdisciplinare che analizza i rapporti fra donne, uomini, genere e tecnologia, denominato Gender and Technology studies, dagli anni Settanta del secolo scorso ha analizzato e discusso in maniera critica numerose tecnologie: riproduttive, ambientali, informatiche, di uso domestico o lavorativo. Le ricerche, condotte prevalentemente da studiose di varie discipline accomunate dall’interesse verso il tema del genere e della sua influenza sulla società, analizzano tutti gli aspetti della tecnologia in una prospettiva di genere. Lo scopo ultimo è individuare e svelare come la tecnologia possa essere implicata nelle diseguaglianze di genere, per arrivare a forme di tecnologie sempre più democratiche e di usi della tecnologia sempre più consapevoli. Si tratta di un campo di studi vitale soprattutto nei paesi anglosassoni e nord europei, che produce ricerche rilevanti di natura interdisciplinare in settori che vanno dall’antropologia alla biologia, dalla geografia all’ingegneria. Un caso di interdisciplinarietà di particolare interesse in virtù delle potenziali ricadute sulla società contemporanea è quello delle scienze dell’educazione e delle scienze dell’informazione, sovente chiamate a interagire nell’educazione scolastica e degli adulti.

L’articolo ripercorre le tappe principali degli studi su genere e tecnologia, mostra come è stato riletto e interpretato, in una prospettiva di genere, il percorso che ha trasformato l’attività di programmazione, alle origini esercitata prevalentemente da donne, in una professione a prevalente presenza maschile, e nella sezione finale menziona l’importanza di percorsi di ricerca interdisciplinari atti a evitare il riproporsi di antiche discriminazioni e rapporti di potere sotto nuove forme. In particolare, suggerisce nuove alleanze fra gli studi informatici e quelli sull’educazione degli adulti, in considerazione dell’emergere di nuove forme di discriminazione basate sul genere e l’età.

Il dialogo interdisciplinare è oggi ancor più importante perché l’evoluzione dell’informatica sta cambiando in modo sempre più rapido le vite individuali e i rapporti sociali, rischiando di emarginare le fasce di popolazione che hanno minor confidenza con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Il genere e la tecnologia

Genere e informatica

Conclusioni

Possedere competenze nell’uso dei computer, di Internet, dei social network, costituisce un requisito essenziale per vivere nelle società odierne. Agli aspetti più tradizionali legati all’uso del computer per scrivere testi o fare calcoli, a partire dagli anni 90, con lo sviluppo di Internet e dei social network, si sono aggiunti nuovi requisiti: la capacità di navigare in Internet e successivamente di usare smartphones è diventata un prerequisito per essere cittadini informati, attivi nell’interazione con enti pubblici, servizi sanitari, acquisti di ogni genere, richiesta di preventivi, sottoscrizioni di polizze, perfino denunce di smarrimento o furto e interazione con fondi di assistenza sanitaria integrativa (Bencivenga 2014). La relazione fra nuove tecnologie e vita quotidiana è oggi molto più stretta che in passato e ciò rischia di escludere gli anziani. In Italia, i dati ISTAT 2014 mostrano che utilizza il personal computer il 59,3% degli uomini, e il 50,2% delle donne, naviga su Internet il 62,3% degli uomini e il 52,7% delle donne (Istat, 2014). Ma le differenze sono significative: se nella fascia di età 20-24 l’83,7% usa il personal computer e l’89,1% naviga su Internet, la fascia 65-74 scende, rispettivamente, al 22,2 e 22,1% (Istat, 2014, p. 6).

Le ricerche sull’uso delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione da parte degli anziani sono aumentate dall’inizio di questo secolo (Selwyn e Godard 2004) e propongono spesso percorsi di apprendimento intergenerazionali (Tatnall 2013). In queste ricerche sono però scarsi i riferimenti al genere, utile categoria di analisi, soprattutto tenendo conto che le persone che oggi hanno più di 65 anni sono state esposte all’informatizzazione della società a partire dei primi anni Ottanta, anche quando personalmente non hanno fatto uso del computer e usano in modo marginale le tecnologie più recenti, tablet, smart phones e i social network. Vecchi stereotipi interiorizzati su mai dimostrate differenze fra donne e uomini nell’uso del computer possono riemergere nella formazione degli adulti, portati da organizzatori, docenti ma anche discenti e loro familiari e amici.

La scarsa conoscenza della molteplicità di campi di studio che collegano la tecnologia con il genere, oltrepassando spesso la dicotomia uomo-donna, non aiuta a prestare attenzione adeguata a fasce di età cui si continuano a proporre corsi di alfabetizzazione al computer e all’uso di Internet, senza tenere conto dell’evoluzione negli oggetti tecnologici legati alle ICT ma anche dei cambiamenti nell’uso, che riguardano anche gli over65.

Trascurare questi aspetti che possono influenzare sia il percorso di apprendimento sia l’uso delle nuove tecnologie può contribuire ad ostacolare la partecipazione attiva alla società, elemento oggi imprescindibile per favorire un invecchiamento attivo.

Prerequisiti indispensabili ad acquisire consapevolezza di meccanismi inconsapevoli di esclusione o sottovaluazione nei percorsi di formazione sono una conoscenza delle critiche e delle analisi condotte dal settore di studi che ha osservato in modo critico le implicazioni sociali ed etiche connesse a due aspetti: come il genere e la tecnologia interagiscono in tutte le fasi di produzione e consumo di nuovi manufatti tecnologici, dall’ideazione alla produzione, dalla commercializzazione alla promozione e al consumo e appropriazione, e come un approccio ispirato al costruzionismo sociale permetta di de-costruire e non solo di costruire meccanismi di esclusione e controllo che sfavoriscono settori di popolazione oggi più che in passato a rischio di emarginazione sociale.

Bibliografia

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788854885578

 Bencivenga, R. (2015). Genere e tecnologia: rinnovate alleanze per promuovere l’inclusione sociale. AIDAInformazioni , 33(1-2), 35-56. l

doi:10.4399/97888548855784

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