INTERNATIONAL WORKSHOP – Call for Abstracts

Women and disability: an interdisciplinary approach – social inclusion and assistive technology

Genova, 21th September 2017

Location: University of Genoa, Italy, Via Balbi 5, Aula Magna

Call for Abstracts

The workshop aims to promote an international exchange of research and case studies about the women and disability, in order to individuate and confront current perspectives and best practices.

At the same time, special attention will be  paid to dissemination of the research developed in the H2020 Project RISEWISE. RISE Women with disabilities In Social Engagement. This project focuses on the collective of women with disabilities from different perspectives, trying to identify needs and best practices in several EU countries, representing different cultural and socio-economic environments, for the integration and improvement of their quality of life in several respects. By applying a novel analysis method, based on the experience acquired by the exchange of researchers, innovation staff and practitioners in the European area among the participating institutions, the project will identify a set of multi-sectorial research lines that can contribute to enhance the integration and involvement of this sector of the population in the society along several dimensions.

By applying a novel analysis method, based on the experience acquired by the exchange of researchers, innovation staff and practitioners in the European area among the participating institutions, the project will identify a set of multi-sectorial research lines that can contribute to enhance the integration and involvement of this sector of the population in the society along several dimensions.

Deadline: 21th September 2017

Send a pdf (SurnameAutor_Title.pdf) file to: risewise.abstract(at)gmail.com

Call for papers for a special issue of “Ethnologie française”, scheduled for publication in Spring 2019.

“Since 2009, Middle Eastern and North African countries including Iran, Tunisia, Egypt, Yemen, Turkey, Syria, and Bahrain have experienced multi-sectorial upheavals1of an intensity not seen since the era of independences. These periods of political effervescence have involved widespread participation by women. Graduates, the unemployed, peasants, students, artists, prostitutes, judges and lawyers, bloggers, mothers or the wounded or “martyrs,” feminists, union activists, anti-racists, veiled women, and LGBGT activists have contributed in highly diverse ways by occupying factories, taking to the streets, militating via the internet and public spaces, and engaging with official agencies and elected officials, as well as more “transitory” institutions [Ait Mous & Berriane, 2013; Kréfa, 2016].
Women have been involved in each of these many large social uprisings, whether multi-sectorial, explicitly focused on sexual equality, or in opposition to governments or ruling …” CFP Gender and sexualities in post-revolutionary situations

Timetable
Proposals, consisting of titles and summaries as well as bibliographies should be between 4,000 and 6,000 characters in length. Proposals must be received by the issue coordinators, Abir Kréfa (abir.krefa(at)ens-lyon.fr) and Sarah Barrières (sarah.barrieres(at)yahoo.fr), by September 10, 2017.)
Proposals should describe principal lines of inquiry and arguments as well as the resources, methods, and materials (investigations and/or archives). They should be accompanied by a biographical/bibliographical presentation of the author/s.
Acceptance decisions will be announced during the month of October 2017.
Completed versions of accepted contributions should be between 35,000 and 70,000characters in length, including spaces and bibliographies in length and must be received by January 31, 2018….parties…”ctorial,…explifocused on sexual equality, or in opposition to governments or ruling parties…”

Cristina Gagino è candidata al Consiglio Comunale di Genova per le elezioni dell’11 giugno 2017 – Lista civica “ChiamamiGenova”  candidato sindaco Paolo Putti

Questa breve intervista inaugura una serie volta a conoscere meglio le donne che si impegnano in politica in modo concreto su temi vicini all’inclusione, alle pari opportunità, all’eguaglianza.

D. Cominciamo dalla tua esperienza lavorativa, visto che è direttamente collegata a un tema molto importante per Genova, il lavoro.

Lavoro da 13 anni nei Centri per l’Impiego come consulente di orientamento al lavoro. Il mio lavoro quotidiano mi porta a contatto con le persone: ho modo di ascoltare, capire e accogliere tutte le difficoltà legate al mondo del lavoro. Inoltre il ruolo di operatrice di pari opportunità mi ha permesso di cogliere anche quanto si debba ancora fare per eliminare le discriminazioni di genere che permangono nell’accesso al lavoro.

D. Non sei nuova alla politica, qual è il tuo percorso di impegno politico?

È la prima volta che mi candido, ma da diversi anni la politica attiva, che è per me una vera passione, fa parte della mia vita. Ho iniziato tanti anni fa con il circolo di quartiere, per poi fare un percorso di crescita tutto a sinistra. Due anni fa ho contribuito a fondare il partito di Possibile e ne vado orgogliosa. Quest’anno ho organizzato a Genova una scuola politica di Possibile, progetto che vorremmo incrementare e che ha consentito di avvicinare nuove persone ad un argomento oggi ritenuto “ostile”. Credo invece che la partecipazione attiva sia importante e fondamentale per contribuire a realizzare, di fatto, la democrazia e sia anche un dovere verso di noi e verso la comunità. Inutile lamentarsi se non si tenta di cambiare o migliorare le cose. Desidero continuare a impegnarmi sui temi che conosco, mettendo le mie competenze a disposizione dei cittadini e delle cittadine genovesi.

D. La lista civica Chiamami Genova è molto attiva sul territorio genovese,  questo impegno concreto e diretto cosa ti ha portato?

Il territorio genovese nelle sue particolari aree municipali offre mille spunti per lavorare. La campagna elettorale è stata un’occasione per conoscere meglio il territorio, le sue criticità e le sue tante risorse. Con le mie compagne e compagni di cammino elettorale ci siamo concentrati sull’ascolto delle cittadine e dei cittadini, e mi sembra che il nostro programma rifletta questo sforzo di concretezza.

D. Il tema dell’occupazione sarà per te prioritario?

In tutti questi anni il mio lavoro mi ha consentito di conoscere le differenze di territorialità rispetto al maggior disagio sociale e a rilevare i fabbisogni locali in termini sociali e di riqualificazione professionale. Vivendo a Medio Levante e Lavorando anche nel Centro Est, ho certamente una maggiore conoscenza di questi due territori, ma il collegamento fra i vari centri per l’impiego mi ha offerto una panoramica generale molto utile anche per riflettere su possibili azioni politiche volte a promuovere l’occupazione.

D. E a parte il tema dell’occupazione?

L’inclusione. L’inclusione è per me l’aspetto trasversale a tutta l’azione politica che mi preme maggiormente. L’inclusione sociale e lavorativa delle persone più giovani e di quelle più anziane, di coloro che hanno meno competenze e devono seguire percorsi di qualificazione, delle persone che vivono in zone periferiche e svantaggiate, delle donne che ancora sono spesso penalizzata nel mercato del lavoro, delle persone disabili e anche delle persone che sono immigrate nella nostra città. Questo è il mio impegno, che intendo portare nell’azione politica: lavorare per una città più inclusiva con eguali diritti e opportunità.

Questi i punti del programma della lista civica Chiamami Genova per cui Cristina Gagino intende impegnarsi in modo particolare:

• La realizzazione del  “Municipio X”, progetto pilota  per permettere la consultazione ai residenti; per aumentare la partecipazione di cittadine e cittadini, ascoltando e “valorizzando”  le competenze di tutte e tutti nella progettualità di azioni ritenute necessarie nei vari territori.

• Il sostegno ai Centri Antiviolenza, assumendosi la gestione politica, amministrativa e sociale del tema violenza; sul piano culturale, realizzare dei percorsi formativi sul valore educativo della parità di genere e sul rispetto delle diversità in generale.

• Promuovere l’inclusione sociale e lavorativa di tutte le persone che richiedono un bisogno di ascolto, occupazione, reinserimento nella società o di cura di un disagio sociale.

• Nell’ambito del progetto “ristorazione scolastica”, realizzare in tutti i Municipi servizi di “mense di quartiere” dove le persone in difficoltà, anziane o in disagio economico possano fruire di pasti dignitosi.

Cristina Gagino è nata a Genova nel 1965, è laureata in Scienze Politiche ed è specializzata in orientamento e counseling.

https://it-it.facebook.com/public/Cristina-Gagino

https://www.facebook.com/ChiamamiGenova/

https://twitter.com/gagino_cri

https://it.linkedin.com/in/cristina-gagino-940bb184

It is time to celebrate the launch of the new Trinity Centre for Gender Equality and Leadership (TCGEL).

TCGEL is being established to deliver the Trinity College Dublin University’s strategic objectives to advance gender equality. Recognising the work done by  WiSER (Centre for Women in Science and Engineering Research, TCD) to recruit, retain, return and advance women in academic science, engineering and technology, the new Centre will expand this remit to all disciplines and support areas across the university.

TCGEL will be led by Professor Eileen Drew as Director.

The new Centre will work to deliver sustainable structural and cultural change, and to advance good practice and equality throughout the university, building on the success of the Athena SWAN Bronze Institutional Award.

The digital curious: a bridge between analogue and digital natives? If you were born between 1952 and 1961, you might belong to a new typology: the digital curious

From the EPALE (Electronic Platform for Adult Learning in Europe) platform: “If you are uncomfortable calling yourself an “analogue native” and feel as skilled as a digital native, it might be because you are part of a new typology – the digital curious – which has emerged from a recent study published in the latest issue of The European Journal for Research on the Education and Learning of Adults (RELA)

The study examines the 55-65 age group’s attitudes towards information technology, particularly when IT places them in contact – directly or indirectly – with younger or older people. We are familiar with the typologies known as digital natives (those born after 1980), digital immigrants (those born in the 1960s-70s) and analogue natives (those born before the 1960s). But an analysis of nationwide statistics collected in Italy has revealed an additional group which appears to differ from the others and to fall exactly between analogue natives and digital immigrants. (More on the EPALE platform: https://ec.europa.eu/epale/en/node/35100)”

 

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